Associazione Turistica Nalles
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Alto Adige / Italia
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Qui si trovano tutte le camere ed alloggi disponibili.La Via Claudia Augusta, l’antica strada romana che dalla pianura del Po e dall’Adriatico conduceva fino al Danubio, sperimenta oggi, dopo 2000 anni di storia, un nuovo momento di gloria. La fine dei conflitti e l’unione dell’Europa hanno trasformato la Via Claudia Augusta in un ponte che unisce e mescola culture, spazi vitali, emozioni. Si tratta di una strada ricca di significati simbolici che attraversa tre nazioni estremamente diverse tra loro dal punto di vista dei paesaggi, delle tradizioni, dei capolavori artistici e delle specialità eno-gastronomiche; il tutto però all’insegna di un turismo umano, giovane ed ecologico. La strada invita a lasciare a casa l’orologio e ad ammirare con occhi nuovi luoghi e paesaggi pervasi dall’odore della storia e contraddistinti da colori, sfumature delicate e profumi.
La sua storia...
Tutto ebbe inizio nel 15 a.C., quando nel corso delle campagne militari in Retia-Vindelizia e nel Noricum, l’odierna Austria, il generale romano Druso il Vecchio, figlio adottivo di Augusto, decise di aprire un passo nelle Alpi. Quest’immensa opera fu completata solo 60 anni più tardi, nel 46/47 d. C., dal figlio di Druso, l’imperatore Claudio (41-54 d.C.), con il fine di collegare le persone che vivevano nella zona dell’Adriatico e nei pressi del Po con quelle della piana del Danubio, nel nord dell’Impero, e consentire il traffico di merci.
Con certezza la Via Claudia Augusta è documentata solo da due pietre miliari militari, una rinvenuta a Rablà/Rabland vicino a Merano e l’altra a Cesiomaggiore in provincia di Belluno. Queste due importantissime testimonianze hanno posto agli storici una questione complicata: sebbene il luogo di arrivo della strada sia identico su entrambe le pietre (il rilevante centro Augusta Vindelicorum, l'odierna Augusta), il punto di partenza citato è diverso. La pietra miliare di Rablà/Rabland indica come punto di partenza la regione dell’attuale Ostiglia vicino al Po, mentre la pietra miliare di Cesiomaggiore il porto di Altino, vicino a Venezia. Nonostante i numerosi punti ancora oscuri e le domande non chiarite, per quanto concerne il tracciato della Via Claudia Augusta gli storici sono quasi unanimi: da Tridentum (Trento) conduceva lungo l’Adige fino a Pons Drusi (presso Bolzano), poi continuava verso Maia (vicino a Merano) oltrepassava Passo Resia e attraversava la valle dei fiumi Inn e Lech, dove finiva poco oltre Augusta Vindelicorum (Augusta) in una città sul Danubio vicino all’odierna Donauwörth. Il tratto dell’importante arteria romana che conduceva a Tridentum, tuttavia, era suddiviso in due parti. Da Vicus Hostilia partiva una ramificazione che raggiungeva Tridentum passando per Verona, luogo in cui la via incrociava un'altra arteria di traffico estremamente importante, la Via Postumia. L’altra ramificazione, ancor più discussa da storici e archeologi, partiva dal rilevante porto di Altinum (Altino) sul mare Adriatico, passava per il municipium Feltria (Feltre) e attraversava la Valsugana fino a Tridentum.
Sotto l’imperatore Claudio, lungo la Via Claudia Augusta, che era stata aperta da Druso come via di conquista e difesa, ebbe luogo un’evoluzione civile che portò all’urbanizzazione delle „stationi“ usate per il cambio dei cavalli, che nel corso del tempo furono dotate di fortificazioni. Quest’evoluzione continuò anche nei decenni seguenti ed è chiaramente documentata da numerosi reperti archeologici rinvenuti lungo il percorso della Via Claudia Augusta, che per molto tempo rappresentò l’unica via di comunicazione che univa le regioni retiche e quelle adriatiche.
Già nel II secolo d.C. alcuni tratti della strada furono sostituiti da moderne vie di comunicazione (l’intero Brennero divenne valicabile) e con le invasioni barbariche, che portarono alla caduta dell’impero romano, la situazione non migliorò. Nonostante i cambiamenti e i progressi, questa monumentale arteria romana riuscì a conservare la sua rilevanza nei secoli e gran parte di essa è utilizzata ancora oggi per il traffico e il commercio che intercorre tra l’Europa settentrionale e l’Europa meridionale.