Urlaub in Südtirol

Ricerca camera:

Qui si trovano tutte le camere ed alloggi disponibili.

Prognostico:

Sabato 19.05. Domenica 20.05. Lunedì 21.05.
Wetter Entwicklung Sabato 19.05. Wetter Entwicklung Domenica 20.05. Wetter Entwicklung Lunedì 21.05.

Impressioni dell' Alto Adige:

Catalogo:



Orticoltura e viticoltura

Storia della viticoltura

Sin dalle prime citazioni, il nome Nalles è stato messo in relazione con la viticoltura; in una cronaca si narra addirittura di un‘unità di misura ad hoc per il vino. Jakob von Boymondt-Payrsberg introdusse la viticoltura nel paese in grande stile. Fino alla Seconda Guerra Mondiale la viticoltura rappresentò la principale fonte di guadagno dei contadini di Nalles.
Oggi prosperano principalmente la schiava blu, l’uva Lagrein, il Pinot bianco, il Sauvignon e il Gewürztraminer. Due cantine si dividono il succo d’uva di coltivazione locale: la cantina di Castel del Cigno (Schwanburg), la più antica cantina privata sudtirolese, e la cantina della cooperativa fondata nel 1932, che si è fusa pochi anni fa con la cantina di Margrè/Niclara. La cantina della cooperativa vanta oggi ca. 200 membri e produce ogni anno circa 25.000 hl di vino.

Storia dell’orticoltura

Un avvenimento decisivo per il futuro della coltivazione della frutta fu la scissione del commercio della frutta dalla sua produzione, che avvenne soprattutto durante la Prima Guerra Mondiale, quando i commercianti non furono più in grado di trovare un numero sufficiente di lavoratori per la cura e la raccolta degli alberi dei poderi acquistati. In questi anni il contadino prese in mano personalmente le coltivazioni. L’evoluzione positiva dell’orticoltura dell’inizio del XX secolo fu descritta da Josef Kössler attorno al 1920:

„Già negli anni Ottanta le mele delle regioni locali venivano esportate in Russia e in Germania, più precisamente in Russia all’interno di casse, in Germania di botti. Allora, le aree più produttive erano Lana, Merano, Nalles, Bolzano, Gries e Monte. Tuttavia, alla fine degli anni Novanta e all’inizio del 1900 la coltivazione degli alberi da frutta aumentò, anno dopo anno, in tutte le zone della Val d’Adige, tanto che negli anni immediatamente successivi allo scoppio della guerra si esportavano già quantità considerevoli di mele e di pere. Effettivamente, l’esportazione di frutta aumentò da 600 vagoni nel 1803, a 900 nel 1914.“

Per 28 anni la „Cooperativa di produttori di frutta Merano / Burgraviato“ rimase l’unica cooperativa ortofrutticola del paese. Ciò significa che, in linea di massima, il magazzinaggio, la lavorazione e la commercializzazione della frutta continuava ad essere appannaggio dei commercianti. Solo dopo la fine della Prima Guerra Mondiale nacquero in aree più grandi di coltivazione ulteriori cooperative ortofrutticole: nel 1921 a Gries, nel 1923 a Dodiciville, nel 1924 ad Appiano, nel 1926 a Lana e nel 1929 a Nalles. Per conservare la frutta raccolta si costruì un grande magazzino all’ingresso del paese. Oggi sono principalmente la dirigenza delle cooperative o commercianti privati di frutta a vendere il raccolto prodotto in Alto Adige.